Dovendomi presentare in modo succinto e ripensando alle tappe della mia formazione professionale prima e della mia attività clinica e di ricerca poi, direi che ho sempre avuto l’idea di occuparmi dei bambini. Ancora molto prima di laurearmi il mio primo tirocinio ospedaliero vero lo feci durante gli anni dell’Università presso il Reparto di Pediatria della Clinica Universitaria di Milano.

Considerando che mi sono laureata nel 1982 e specializzata in Pediatria nel 1985 sono tanti anni.

Convinta di dover acquisire una seria preparazione professionale, ma incuriosita dalla ricerca in Università mi occupai inizialmente di ricerca di base, mettendo a punto in laboratorio uno tra i primi macchinari che consentivano a Milano di fare diagnosi di intolleranza al lattosio (Breath test all’idrogeno) nei malassorbimenti dei bambini. Anche perché in quegli anni mi interessavo di Gatroenterologia pediatrica e Nutrizione clinica, infatti la mia seconda specialità fu in Scienza dell’Alimentazione (1988). Quando iniziai a lavorare in Ospedale a Milano, dove rimasi per 10 anni sino al 1995, mi affidarono il Servizio specialistico di Gastroenterologia pediatrica appunto, ma lavoravo in Reparto e Pronto Soccorso. Furono anni duri, ma che mi insegnarono come fare il pediatra “sul campo” e ritengo che siano stati indispensabili per acquisire il modo di gestire il rapporto coi miei piccoli pazienti e le loro famiglie.

Nel frattempo diventavo mamma anche io e la nascita di mio figlio fu la cosa che mise in crisi lo stile di vita di pediatra ospedaliero, da un punto di vista non solo organizzativo della vita quotidiana, ma anche di modo di intendere la professione, la malattia, la salute, la guarigione.

Infatti decisi di cambiare vita e lavorare come si diceva allora “sul territorio”. Feci il pediatra di libera scelta tra i primi in Lombardia. La mia fu la generazione di medici che creò la pediatria di base e ne andò orgogliosa per tanto tempo. Il mio lavoro di pediatra “di libera scelta” fu dal 1993 al 2013 nell’hinterland milanese, a Sesto San Giovanni, dove incontrai bambini che provenivano dalle più svariate parti del mondo. Ricordo quegli anni con piacere, soprattutto per il rapporto che si creò con le famiglie. Ancora oggi curo le seconde generazioni, cioè i figli dei neonati che seguii allora.

Per motivi personali mi avvicinai all’Omeopatia nel 1997 come madre di un paziente e ne rimasi subito affascinata. Nella Medicina Omeopatica trovai “quel modo di fare il medico”, che evidentemente avevo dentro da sempre e che a poco a poco si concretizzò nella mia vita, tanto che 4 anni fa decisi di dedicarmi a tempo pieno all’Omeopatia, che già studiavo dal 1998 e praticavo da anni.

Dal 2005 studio col dr Mangialavori. Ora collaboro con lui sia dal punto di vista clinico che di attività di studio e di ricerca presso lo Studio Plexus e credo con orgoglio di aver dato anche io il mio piccolo contributo alla sua creazione.

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